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LA LEGGENDA DEI CHIODI NEL MURO - molto vera (clicca la foto)

C'era una volta un ragazzo con un bruttissimo carattere.

Suo padre gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse di piantarne uno sul muro del giardino ogni volta che avrebbe perso la pazienza e avrebbe litigato con qualcuno.
Il primo giorno ne piantò 37 nel muro.
Le settimane successive, imparò a controllarsi, ed il numero di chiodi piantati diminuì giorno dopo giorno: aveva scoperto che era più facile controllarsi che piantare chiodi.
Infine, arrivò un giorno in cui il ragazzo non piantò nessun chiodo sul muro.

Allora andò da suo padre e gli disse che quel giorno non aveva piantato nessun chiodo.

Suo padre gli disse allora di togliere un chiodo dal muro per ogni giorno in cui non avesse mai perso la pazienza.
I giorni passarono e infine il giovane poté dire a suo padre che aveva levato tutti i chiodi dal muro. Il padre condusse il figlio davanti al muro e gli disse : " Figlio mio, ti sei comportato bene, ma guarda tutti i buchi che ci sono sul muro. Non sarà mai come prima. Quando litighi con qualcuno e gli dici qualcosa di cattivo, gli lasci una ferita come questa. Puoi piantare un coltello in un uomo e poi tirarglielo via, ma gli resterà sempre una ferita. Poco importa quante volte ti scuserai, la ferita resterà. 

Una ferita verbale fa male tanto quanto una fisica".

I "compiti per le vacanze" di un professore che ha stupito il web! (clicca la foto)

Non si tratta di un’immagine inventata, ma della reale lista di ”Compiti per le vacanze” assegnata ai propri alunni dal professor Fabrizio Loffredo, il cui nome è diventato molto popolare sul web negli ultimi giorni. E’ così che i suoi alunni lo hanno ringraziato, una in particolare Sara M., della quale non sappiamo se possiamo pubblicare il nome completo, che ha fatto una foto alla sua lista di compiti e l’ha pubblicata sul profilo Facebook, permettendogli di diventare in assoluto il miglior professore che sia mai esistito nella storia dei social.


Vecchia ma sempre fortissima ahahahah (clicca la foto)


Durante il Medioevo, quando un uomo moriva, per certificarne la morte veniva chiamato il medico condotto, il quale, per verificare
l'effettivo decesso, usava infliggere dolore al deceduto.
Il modo più comune utilizzato in quel tempo era un potente morso
inflitto alle dita dei piedi, quasi sempre l'alluce.
Nel dialetto del popolino, il medico assunse così il nome di
"beccamorto".
Questa pratica diede origine ad un vero e proprio mestiere.
La tradizione prevedeva che tale mestiere fosse tramandato dal padre al primo figlio maschio.
Verso la fine del medioevo accadde però qualcosa che cambiò il futuro dei beccamorti.
Uno dei beccamorti più famosi non riuscì a concepire un figlio maschio; la moglie partorì 4 figlie femmine.
Il beccamorto, per evitare l'estinzione del mestiere, domandò alla
chiesa la dispensa per poter tramandare la professione alla propria figlia femmina la quale, dopo aver ricevuto la benedizione, iniziò il suo lavoro di beccamorto.
Il caso volle che il suo primo morto fosse un uomo al quale un carro aveva tranciato entrambe le gambe; la ragazza era indecisa su dove infliggere il morso ma, alla fine, prese una decisione...

Nacquero cosi "Le pompe funebri"

Una bella o una brutta giornata? Come la vedi tu? (clicca la foto)


Oggi è stata la giornata più brutta di sempre
E non provare a convincermi che
C'è qualcosa di buono in ogni giorno
Perché se guardi da vicino
Il mondo è un posto piuttosto malvagio
Anche se
Un po' di gentilezza ogni tanto traspare
La soddisfazione e la felicità non durano
E non è vero che
Sta tutto nella testa e nel cuore
Perché
La vera felicità si ottiene
Solo se la propria condizione è elevata
Non è vero che il bene esiste
Sono sicuro che sei d'accordo che
La realtà
Crea
Il mio atteggiamento
È tutto fuori dal mio controllo
E nemmeno tra un milione di anni mi sentirai dire che
Oggi è stata una bella giornata


(Adesso leggi dal basso verso l'alto…)

Qualche curiosità sulle principesse Disney!! (clicca la foto)


01. L’attuale lineup ufficiale delle Principesse Disney comprende Jasmine, Ariel, Rapunzel, Tiana, Belle, Merida, Cenerentola, Pocahontas, Aurora, Mulan e Biancaneve.
02. Biancaneve si suppone che abbia 14 anni. Lei rimane la più giovane Principessa Disney.
03. Belle è l’unica Principessa Disney ad avere gli occhi color nocciola.
04. La storia di Mulan si basa su un’antica leggenda cinese di Hua Mulan.
05. Mulan è anche la prima Principessa Disney a non essere veramente una principessa. Tutte le altre lo sono realmente o per diritto di nascita, o perchè sposano un principe.
06. Ariel è l’unica Principessa Disney che non è nata come essere umano.
07. Pocahontas è l’unica principessa basata su una persona reale. (Mulan è una leggenda, ed è impossibile sapere se è vera o no.)
08. Tiana è l’unica Principessa Disney con le fossette.
09. Sia Mulan che Tiana sono mancine.
10. Biancaneve è l’unica Principessa Disney ad aver ricevuto una stella sulla Walk of Fame di Hollywood. Dal 1987.
11. La Principessa Disney preferita da Walt Disney era Cenerentola.
12. Belle si suppone che abbia 17 anni.
13. Ariel in ebraico significa “Leone di Dio”.
14. Pocahontas in realtà non è la prima Principessa Disney nativa americana. In realtà è la principessa Giglio Tigrato in Peter Pan.
15. Il personaggio di Jasmine si basa sulla principessa tratta dal racconto popolare arabo “Mille e una notte”.
16. La principessa Aurora è la prima Principessa Disney ad avere gli occhi viola.
17. Walt Disney ha detto che la scena della trasformazione di Cenerentola – dove il vestito fatto di stracci si trasforma in un abito da ballo – era uno dei suoi pezzi preferiti.
18. Cenerentola si suppone che abbia 19 anni.
19. La principessa Aurora aveva solo 18 minuti di tempo sullo schermo e 18 linee di dialogo nel film.
20. Pocahontas è l’unica Principessa Disney con un tatuaggio.
21. Il personaggio di Jasmine ha influenzato la progettazione di Aladdin. Nelle prime bozze Aladdin appariva molto più giovane. Ma una volta che Jasmine è stata progettata, gli animatori hanno pensato che non sarebbe stata adatta a qualcuno che sembrava un ragazzino trasandato.
22. Merida è l’unica principessa con fratelli.
23. Nelle prime bozze del film, Cenerentola aveva come animale domestico una tartaruga di nome Clarissa.
24. Mary Pickford e Betty Boop hanno contribuito ad ispirare il look di Biancaneve.
25. Belle è la seconda principessa a non essere di discendenza reale. (Cenerentola è la prima..)
26. Perché Ariel ha i capelli rossi? Per cominciare, era appena uscito il film Splash, con Daryl Hannah che faceva la parte di una sirena bionda – Disney voleva avere un’immagine diversa. In secondo luogo, è stato più facile e piacevole fare tonalità più scure di rosso (anziché di giallo), quando Ariel era in luoghi bui o ombreggiati.
27. Jasmine è la seconda principessa più giovane. Si suppone che abbia 15 anni, un anno in più di Biancaneve.
28. ​​Pocahontas della Disney ha 18 anni nel film. Nella vita reale, Pocahontas incontrò John Smith da molto più giovane.
29. Belle, il primo Disney Princess con maggiore profondità il carattere, è stato in parte ispirato dal ritratto di Katharine Hepburn di Jo nella versione film del 1933 di Piccole donne.
30. La Disney si è ispirata al volto di Alyssa Milano per il look di Ariel.
31. Nel 2012 e nel 2013, le principesse Disney sono state ridisegnate.
32. L’aspetto fisico di Belle è stato ispirato da Judy Garland nel Mago di Oz, e Julie Andrews in The Sound of Music. 33. Mulan e Merida sono le uniche due Principesse Disney addestrate in tiro con l’arco.
34. Belle è l’unica persona nella sua città ad indossare un abito blu, che simboleggia la sua posizione di estranea. Più tardi, si vede anche la Bestia vestita di blu.

Le quattro candele. Splendido racconto!! (clicca la foto)



Per i "bambini" degli anni 50, 60 e 70: come avete fatto a sopravvivere? (clicca la foto)


1. Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag... 

2. Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo. 

3. Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con vernici a base di piombo. 

4. Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte. 

5. Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco. 

6. Bevevamo l'acqua dal tubo del giardino , invece che dalla bottiglia dell'acqua minerale... 

7. Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Sì, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto! 

8. Uscivamo a giocare con l'unico obbligo di rientrare prima del tramonto. Non avevamo cellulari... cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile . 

9. La scuola durava fino alla mezza , poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia (si, anche con il papà ). 

10. Ci tagliavamo , ci rompevamo un osso , perdevamo un dente , e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno, se non di noi stessi. 

11. Mangiavamo biscotti , pane olio e sale , pane e burro , bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di soprappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare... 

12. Condividevamo una bibita in quattro... bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo. 

13. Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi, televisione via cavo con 99 canali, videoregistratori, dolby surround, cellulari personali, computer, chatroom su Internet ... Avevamo invece tanti AMICI. 

14. Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell'amico , suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì e uscivamo a giocare. 

15. Sì! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto? E se un signore ci sorrideva e ci dava una caramella ce la prendevamo. E se nostra madre vedeva la scena sorrideva al signore gentile e lo ringraziava. 

16. Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis , si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non andavano dallo psicologo per il trauma . 

17. Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né di iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno. 

18. Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità... e imparavamo a gestirli. 

La grande domanda allora è questa: Come abbiamo fatto a sopravvivere ed a crescere e diventare grandi ?

SE VI VA PARTECIPATE SU FACEBOOK (CLICCANDO QUI) AL GRUPPO SUI RICORDI!!! VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!!

Una splendida frase di Shakespeare... che non è di Shakespeare!! (clicca la foto)

La Rete è incredibile... una notizia, una frase o una foto, possono fare il giro del mondo in pochissimo tempo. Molto bello... ma purtroppo succede sia per ciò che è vero e sia per ciò che è falso (1° problema). Verso la fine del 2013 alcuni personaggi famosi dello spettacolo hanno iniziato a postare su Facebook la frase riportata qui sotto (che comunque a me piace) e, ovviamente, ha fatto il giro dell'Italia in pochi giorni. Tutti l'hanno firmata "William Shakespeare"... peccato (o per fortuna direbbe lui) che non sia sua. Non pensiate che io sia un esperto, l'ho scoperto per caso. Il fatto è che spesso la notizia fa il giro del mondo mentre la smentita no (2° problema) e quindi milioni di persone rimangono con delle nozioni errate. In molti casi (come questo) non è di vitale importanza... ma in altri casi purtroppo lo è... Due cose sono certe: chi scrive (soprattutto i personaggi famosi) dovrebbe fare più attenzione e chi legge dovrebbe essere un po' più curioso e ogni tanto chiedersi "sarà vero? provo a fare una ricerca".

"Sono sempre felice, sai perché? Perché io non mi aspetto niente da nessuno, l'attesa fa sempre male. I problemi non sono eterni e hanno sempre una soluzione. L'unica cosa che non ha soluzione è la morte. Non permettere a nessuno di offenderti, di umiliarti. Non devi assolutamente farti abbassare l'autostima. Le urla sono l'arma dei vigliacchi, di coloro che non hanno ragione. Troverai sempre persone che ti vogliono dare la colpa del loro fallimento ma ognuno avrà ciò che merita. Goditi la vita perché è molto breve, amala pienamente e sii sempre felice e sorridente, vivi la tua vita intensamente. E ricorda: prima di discutere, respira; prima di parlare, ascolta; prima di criticare, esaminati; prima di scrivere, pensa; prima di far male, senti; prima di arrenderti, prova; prima di morire, Vivi."

Perché si dice: "in bocca al lupo?!"... (clicca la foto)

Siamo ormai abituati a sentire l'augurio "in bocca al lupo" e la conseguente risposta "crepi". Molti siti importanti, tra i quali Wikipedia, riportano significati e origini (incerti entrambi) di questa frase ma alcuni giorni fa ho letto una versione che ho apprezzato moltissimo e che, vera o no, adotterò e che ho deciso di divulgare! Se piace anche a te, da oggi non farlo morire il lupo!


L'augurio rappresenta l'amore della madre lupo che prende con la sua bocca i propri figlioletti per portarli da una tana all'altra, per proteggerli dai pericoli esterni. Dire "in bocca al lupo" è uno degli auguri più belli che si possa fare ad una persona. È la speranza che tu possa essere protetto e al sicuro dalle malvagità che ti circondano, così come la lupa protegge i suoi cuccioli tenendoli in bocca. Da oggi in poi non rispondere più "crepi" ma "GRAZIE DI CUORE!!"

I doveri delle mogli e dei mariti nel 1895... (clicca la foto)



Ecco l'originale (datato 28.06 e 07.07.1895) trovato dai coniugi Corsini (Fernando e Pina) in un cascinale in provincia di Modena. Comprende anche i doveri del capo famiglia e quelli dei giovani.


15 cose da sacrificare per essere felice... (clicca la foto)

Dopo il grande successo di "Non insegnate ai bambini" (se non lo hai ancora letto ti consiglio di farlo appena puoi cliccando qui) vi propongo un altro articolo la cui versione originale in inglese è su Purpose Fairy e ha avuto oltre 1.200.000 condivisioni. Qui di seguito la traduzione in italiano e la prefazione di Silvia Poggiaspalla. Buona lettura!


“Questo articolo è stato scritto da un membro del nostro team internazionale: Dana. Dopo aver collezionato un milione di share su Facebook (si, proprio un milione) abbiamo pensato fosse un peccato non condividerlo in italiano con tutti i membri della community di Omnama. Si tratta di 15 abitudini, pensieri o azioni che ci impediscono di essere felici. Non è brevissimo, si, ma ne vale davvero la pena!” (Silvia Poggiaspalla)

Ecco una lista di 15 cose senza le quali la tua vita diventerà molto più semplice e soprattutto più felice. Troppo spesso la nostra vita si cristallizza intorno ad abitudini che non ci provocano altro che stress, dolore e sofferenza. E invece di lasciarle andare e permetterci di essere più sereni, ci aggrappiamo ad esse con tutte le nostre forze. Beh, non più! A partire da oggi abbandoneremo tutto quello che non ci serve e abbracceremo insieme il cambiamento. Pronto? Si parte! 

1.  Lascia andare il bisogno di avere sempre ragione. Siamo in così tanti a non sopportare l’idea di avere torto. Anche a costo di distruggere grandi amicizie o rapporti e causare grosso dolore a noi e agli altri. Non ne vale la pena. Punto! La prossima volta che senti l’urgenza di tuffarti in una zuffa su chi ha torto o ragione, chiediti quello che Dr Wayne Dyer suggerisce: ‘‘Preferisci aver ragione a tutti i costi… oppure essere gentile?’’. Che differenza farà davvero alla fine? Il tuo ego è davvero così grande? 

2.  Lascia andare il bisogno di avere tutto sotto controllo. Accetta di non ascoltare il tuo bisogno di essere sempre in controllo di situazioni, persone, ecc. Che si tratti di amici, familiari conoscenti o passanti che incontri per strada, lasciali vivere. Permetti a ciascuno intorno a te di rivelarsi per quello che è e vedrai quanto ti sentirai meglio quasi istantaneamente. “Lasciando andare, si ottiene tutto. Il vero vincitore è chi lascia andare.” (Lao Tzu) 

3.  Lascia andare il bisogno di trovare un colpevole. Smettila di considerare altre persone o circostanze i responsabili di quello che hai e noi hai, di come ti senti o non ti senti. Smetti di diluire il tuo potere e comincia ad assumerti la responsabilità della tua vita. 

4.  Lascia andare quelle controproducenti chiacchiere mentali. Quante persone continuano a farsi del male con la loro spirale di pensieri negativi e controproducenti. Non credere a tutto quello che la tua mente ti dice – specialmente se è qualcosa di negativo e controproducente. Tu sei molto meglio di così. Credimi! “La mente è uno strumento superbo, se usato correttamente. Usato male, tuttavia, può avere effetti distruttivi.” (Eckhart Tolle) 

5.  Lascia andare le tue credenze limitanti. Su quello che puoi o non puoi fare, su quello che credi sia possibile o impossibile. D’ora in poi, non permetterai più ai tuoi pensieri limitanti di bloccarti nel posto sbagliato. Apri le tue ali e vola! “Una credenza non è un’idea trattenuta nella mente, è un’idea che trattiene la mente. ” (Elly Roselle) 

6.  Smettila di lamentarti. Abbandona una volta per tutte il continuo bisogno di lamentarti per tutte quelle cose – persone, situazioni e circostanze che ti rendono infelice, triste e depresso. Nessuno ha il potere di renderti infelice a meno che tu non glielo permetti. Non è la situazione a scatenare quella sensazione in te, ma è come tu decidi di guardarla. Non sottovalutare mai il potere del pensiero positivo! 

7.  Lascia andare il lusso di criticare. Lascia andare il bisogno di criticare cose, eventi persone che sono diverse da te o da come te le aspettavi. Siamo tutti diversi, eppure siamo anche tutti uguali. Tutti vogliamo essere felici. Tutti vogliamo amare ed essere amati, e tutti vogliamo essere compresi. Tutti desideriamo qualcosa e quel qualcosa è desiderato da noi tutti. 

8.  Lascia andare il bisogno di impressionare gli altri. Smettila di tentare così disperatamente di sembrare qualcuno che non sei solo per piacere agi altri. Non funziona così. Nel momento in cui ti spogli di tutte le maschere, il momento in cui accetti il vero te, ti accorgerai che le persone saranno attratte a te senza nessuna fatica. 

9.  Lascia andare la tua resistenza al cambiamento. Il cambiamento è buono. Il cambiamento ti aiuterà a muoverti dal punto A a punto B. Il cambiamento ti aiuterà migliorare la tua vita e anche quella di chi ti circonda. Segui ciò che ti rende felice, abbraccia il cambiamento, no resistergli. “Segui ciò che ti rende felice e l’universo aprirà porte per te dove c’erano solo muri. ” (Joseph Campbell) 

10. Lascia andare le etichette. Smettila di incollare etichette a cose, persone o situazioni che non comprendi in quanto diverse o strane e prova ad aprire la tua mente, a poco a poco. La mente funziona solo quando è aperta. “La forma più alta di ignoranza si ha quando rifiuti qualcosa solo perché non la conosci affatto.” (Dr. Wayne Dyer) 

11. Abbandona le tue paure. La paura è solo un’illusione. Non esiste – è creata da te. Nella tua mente. Aggiusta l’interno e l’esterno si aggiusterò da sé. “L’unica cosa che dobbiamo temere, è la paura stessa.” (Franklin D. Roosevelt) 

12. Lascia andare le scuse. Invitale a fare i bagagli e dì loro che sono licenziate! Non hai più bisogno di loro. Troppo spesso ci limitiamo a causa delle scuse che produciamo. Invece di crescere e sforzarci di migliorare noi stessi e la nostra vita, restiamo bloccati e mentiamo a noi stessi, usando tutte le scuse possibili e immaginabili… scuse che il 99.9% delle volte non sono nemmeno reali. 

13. Lascia andare il passato. Lo so, lo so. Questo non è facile. Specialmente quando il passato appare molto più sicuro e confortevole del presente, mentre il futuro sembra così spaventoso. Ma quello che devi sforzarti di pensare è che il momento presente è tutto ciò che hai e che avrai sempre. Il passato che tanto desideri – quel passato che adesso continui a sognare – è stato da te ignorato quando era presente. Smettila di ingannarti. Sii presente in ogni singolo momento della tua vita. Dopo tutto la vita è un viaggio non una destinazione. Abbi una visione chiara del futuro, sii pronto, ma sii anche sempre presente nel momento che stai vivendo. 

14. Lascia andare l’attaccamento. Questo concetto è uno dei più difficile da afferrare per la maggior parte di noi, e devo ammettere che lo è stato anche per me (lo è ancora, per la verità). Ma comprenderlo non è impossibile. Migliorerai gradualmente con il tempo e la pratica. Il momento in cui ti separi da tutte le cose, diventi così sereno, così tollerante, così gentile e così tranquillo. Il che non significa che smetti di amarle, perché amore e attaccamento non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro. L’attaccamento nasce dalla paura, mentre l’amore… beh il vero amore è puro, gentile, e generoso; dove c’è amore non può esserci paura e alla luce di questo, amore e paura non possono coesistere. Raggiungerai un luogo da dove sarai in grado di comprendere tutto senza nemmeno provarci. Uno stadio che va ben oltre le parole. 

15. Smettila di vivere una vita all’altezza delle aspettative degli altri. Troppe persone vivono una vita che non appartiene loro. Vivono la propria vita sulla base di cosa gli altri pensano sia meglio per loro. Ignorano la loro voce interiore. Sono così occupati ad accontentare tutti che perdono controllo sulle loro stesse vite. Dimenticano che cosa li rende felici, di che cosa hanno bisogno ed eventualmente.. di sé stessi. Ricorda che hai una sola vita da vivere: quella che stai vivendo in questo momento. 

Vivila

Possiedila

E specialmente non lasciare che altrui opinioni ti distraggano dal tuo percorso.

Accetta il consiglio - The Big Kahuna... (clicca la foto)

Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent’anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.
Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un’equazione algebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Fà una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!
Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.
Lavati i denti.
Non perdere tempo con l’invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente, dimmi come si fa…
Conserva tutte le vecchie lettere d’amore, butta i vecchi estratti-conto.
Rilassati!
Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.
Prendi molto calcio.
Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant’anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse, come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo, usalo in tutti i modi che puoi, senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E’ il più grande strumento che potrai mai avere.
Balla!
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza: ti faranno solo sentire orrendo.
Cerca di conoscere i tuoi genitori, non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli, sono il miglior legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.
Renditi conto che gli amici vanno e vengono, ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita, perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.
Vivi a New York per un po’, ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po’, ma lasciala prima che ti rammollisca.
Non fare pasticci con i capelli: se no, quando avrai quarant’anni, sembreranno di un ottantacinquenne.
Sii cauto nell’accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio… per questa volta.

Se non ve la sentite di leggere, potete vedere e sentire qui sotto il monologo originale tratto dal film The Big Kahuna con Danny De Vito e Kevin Spacey.




"De Principes on de pisel" e altre favole in... "inglisc". Ihihih. (clicca la foto)

Una serie di famose favole, "tradotte" in un inglese un po' particolare: l'inglisc. Per vedere le varie favole cliccate sulle immagini di questo post. Per rimanere aggiornati su eventuali altre favole o altri video, iscrivetevi al canale (vedi colonna destra del blog). Buon divertimento!

https://www.youtube.com/watch?v=GzW_1c7roMc

https://www.youtube.com/watch?v=bRh5RheQW64

https://www.youtube.com/watch?v=De5TRvvxbdQ

"Non insegnate ai bambini...". Molto bella, leggetela. (clicca la foto)

Un bambino risponde “grazie” perché ha sentito che è il tuo modo di replicare a una gentilezza, non perché gli insegni a dirlo.
Un bambino si muove sicuro nello spazio quando è consapevole che tu non lo trattieni, ma che sei lì nel caso lui abbia bisogno di te.
Un bambino quando si fa male piange molto di più se percepisce la tua paura.
Un bambino è un essere pensante, pieno di dignità, di orgoglio, di desiderio di autonomia, non sostituirti a lui, ricorda che la sua implicita richiesta è “aiutami a fare da solo”.
Quando un bambino cade correndo e tu gli avevi appena detto di muoversi piano su quel terreno scivoloso, ha comunque bisogno di essere abbracciato e rassicurato; punirlo è un gesto crudele, purtroppo sono molte le madri che infieriscono in quei momenti. Avrai modo più tardi di spiegargli l’importanza del darti ascolto, soprattutto in situazioni che possono diventare pericolose. Lui capirà.
Un bambino non apre un libro perché riceve un’imposizione (quello è il modo più efficace per fargli detestare la lettura), ma perché è spinto dalla curiosità di capire cosa ci sia di tanto meraviglioso nell’oggetto che voi tenete sempre in mano con quell’aria soddisfatta.
Un bambino crede nelle fate se ci credi anche tu.
Un bambino ha fiducia nell’amore quando cresce in un esempio di amore, anche se la coppia con cui vive non è quella dei suoi genitori. L’ipocrisia dello stare insieme per i figli alleva esseri umani terrorizzati dai sentimenti.
“Non sono nervosa, sei tu che mi rendi così” è una frase da non dire mai.
Un bambino sempre attivo è nella maggior parte dei casi un bambino pieno di energia che deve trovare uno sfogo, non è un paziente da curare con dei farmaci; provate a portarlo il più possibile nella natura.
Un bambino troppo pulito non è un bambino felice. La terra, il fango, la sabbia, le pozzanghere, gli animali, la neve, sono tutti elementi con cui lui vuole e deve entrare in contatto.
Un bambino che si veste da solo abbinando il rosso, l’azzurro e il giallo, non è malvestito ma è un bambino che sceglie secondo i propri gusti.
Un bambino pone sempre tante domande, ricorda che le tue parole sono importanti; meglio un “questo non lo so” se davvero non sai rispondere; quando ti arrampichi sugli specchi lui lo capisce e ti trova anche un po’ ridicola.
Inutile indossare un sorriso sul volto per celare la malinconia, il bambino percepisce il dolore, lo legge, attraverso la sua lente sensibile, nella luce velata dei tuoi occhi. Quando gli arrivano segnali contrastanti, resta confuso, spaventato, spiegagli perché sei triste, lui è dalla tua parte.
Un bambino merita sempre la verità, anche quando è difficile, vale la pena trovare il modo giusto per raccontare con delicatezza quello che accade utilizzando un linguaggio che lui possa comprendere.
Quando la vita è complicata, il bambino lo percepisce, e ha un gran bisogno di sentirsi dire che non è colpa sua.
Il bambino adora la confidenza, ma vuole una madre non un’amica. 
Un bambino è il più potente miracolo che possiamo ricevere in dono, onoriamolo con cura.
«Non insegnate ai bambini la vostra morale è così stanca e malata potrebbe far male /…/ Non indicate per loro una via conosciuta ma se proprio volete insegnate soltanto la magia della vita /…/ Non insegnate ai bambini ma coltivate voi stessi il cuore e la mente, stategli sempre vicini, date fiducia all’amore il resto è niente». (Giorgio Gaber “Non insegnate ai bambini” )

Federica Morrone (http://www.anyoga.it/)

Per leggere gli altri articoli di Federica per la rubrica Mamme Zen clicca qui

Per leggere anche un altro grande articolo internazionale di successo (15 cose da sacrificare per essere felice) allora clicca qui.

Un racconto per riflettere: "Il suddito, il re e Dio". (clicca la foto)

Si racconta che in un regno lontano c’era un re che non credeva nella bontà di Dio. Aveva, tuttavia, un suddito che gli ricordava sempre quella verità. 
Un giorno, il re uscì a cacciare insieme al suo suddito, ed un branco di animali della giungla li attaccò. Il suddito riuscì ad uccidere alcuni animali, ma non evitò che al suo re venisse morso il dito mignolo della mano destra. Il re, furioso, domandò al suddito: “Ed ora che mi dici? Dio è buono? Se Dio fosse buono non mi avrebbero staccato il dito!”. Il servo rispose: “Mio re, nonostante tutto, posso dirle che Dio è buono e che magari, perdere un dito è volontà sua. Tutto quello che Dio fa è perfetto!”. Il re, indignato per la risposta, comandò che fosse incarcerato. 
Dopo qualche tempo, il re uscì nuovamente per cacciare, e fu attaccato da una tribù di indigeni temuti da tutti, dediti a sacrifici umani per i loro dei. Subito dopo aver catturato il re, cominciarono a preparare il sacrificio. Quando era già tutto pronto, ed il re stava davanti all’altare, il sacerdote esclamò: “Quest’uomo non può essere sacrificato, perché è difettoso! Gli manca un dito!”. Dopo poco, il re fu liberato. 
Ritornando al palazzo, molto allegro, liberò il suo suddito, lo abbracciò affettuosamente dicendo: “Caro suddito, se Dio è tanto buono, perché ha permesso che tu venissi carcerato, proprio tu che hai tanta fede?”. Il servo sorrise, e disse: “Mio re, se io fossi stato insieme a lei in quella caccia, sicuramente sarei stato sacrificato al suo posto! Non mi manca nessun dito! Per questo ricordi sempre: … Tutto quello che Dio fa è perfetto! Egli non sbaglia mai!”. 
Il servo aveva capito che Dio non sbaglia mai e che nella sua immensa bontà aveva previsto ogni cosa.

Un racconto per riflettere: "la medicina miracolosa". (clicca la foto)

Lui era un omone robusto, dalla voce tonante e i modi bruschi. Lei era una donna dolce e delicata. Si erano sposati. Lui non le faceva mancare nulla, lei accudiva la casa ed educava i figli. I figli crebbero, si sposarono, se ne andarono. Una storia come tante.

 Ma, quando tutti i figli furono sistemati, la donna perse il sorriso, divenne sempre più esile, non riusciva più a mangiare e in breve non si alzò più dal letto.

Preoccupato, il marito la fece ricoverare in ospedale.

Vennero al suo capezzale medici e specialisti famosi. Nessuno riusciva a scoprire il genere di malattia. Scuotevano la testa e dicevano: “Mah!”. L’ultimo specialista prese da parte l’omone e gli disse: “Direi semplicemente che sua moglie non ha più voglia di vivere!”.

Senza dire una parola, l’omone si sedette accanto al letto della moglie e le prese la mano. Una manina sottile che scomparve nella manona dell’uomo. Poi, con la sua voce tonante, disse deciso: “Tu non morirai!”.

“Perché?”, chiese lei, in un soffio lieve.

“Perché io ho bisogno di te!”.

“E perché non me l’hai detto prima?”.

Da quel momento la donna cominciò a migliorare. E oggi sta benissimo. Mentre medici e specialisti continuano a chiedersi che razza di malattia avesse e quale straordinaria medicina l’avesse fatta guarire così in fretta.


Non aspettare mai domani per dire a qualcuno che l’ami. Fallo subito. Non pensare: “Ma mia madre, mio figlio, mia moglie lo sa già”. Forse lo sa. Ma tu ti stancheresti mai di sentirtelo ripetere? Non guardare l’ora, prendi il telefono: “Sono io, voglio dirti che ti voglio bene”. Stringi la mano della persona che ami e dille: “Ho bisogno di te! Ti voglio bene, ti voglio bene, ti voglio bene”.L’amore è la vita. Vi è una terra dei morti e una terra dei vivi. Chi li distingue è l’amore.

Alcune situazioni (tra il serio e il faceto) da MAMMA e PAPÀ - Parte 4 (clicca la foto)



28) Nella tua vita pensi di aver fatto molte cose e che “vestire” d’inverno un bimbo di meno di due anni sia una passeggiata… Pannolino, calze lunghe, calze corte, body, pantaloni, maglietta, felpina, giubbotto, sciarpa, guanti e berretto… tutto mentre lui si muove come un serpentello impazzito… Sudi con 35° sotto zero… Il top è quando lo devi portare dal pediatra, nel giro di 1 ora lo vesti, lo svesti e lo rivesti… Meglio fare prima la danza Maori degli All Blacks, ti carica.

29) Tanto di cappello alle mamme da sole o i papà da soli. Sono situazioni che non dovrebbero mai esistere ma ci sono e assicuro tutti che è difficile… Perché lo assicuro? Semplice, io se sto un giorno da solo con mio figlio e devo fare tutto da solo (badando anche un poco alla casa) non ho quasi più tempo di fare altro… figuriamoci settimane, mesi o anni… Papà… se ci siete fatelo sentire alla moglie e a al figlio… mi raccomando.

30) Mi chiedevo sempre “ma perché quel papà o quel nonno viaggiano da soli con un passeggino vuoto, sono impazziti?”. Semplice, esiste un momento in cui tuo figlio fatica a stare seduto sul passeggino e vuole a tutti i costi camminare (salvo poi essere stanco e voler stare in braccio)… Così la mamma o la nonna rimangono in giro mano nella mano col pupetto e tu, nonno o papà, in viaggio verso casa con un passeggino vuoto…

31) Prima mio figlio faceva la cacca e basta. Ora fa la cacca e dopo dice "cacca" (comunque un passo avanti). Deve solo imparare a dire "cacca" 60 secondi prima di farla e siamo a posto. Tempo... in tutto ci vuole tempo... e ognuno di noi fa a seconda delle proprie capacità. Mai mettere fretta... non serve a nulla.

32) Prese e spigoli: decidi di verificare quante prese ci sono per chiuderle con le protezioni e questo è già più semplice, sono ben visibili e basta contarle. Poi passi agli spigoli e arrivato a 151 solo in una camera ti fai due conti e dovresti chiedere un mutuo solo per “parare” tutto. Ne prendi qualcuno e inizi a pensare quali siano i più pericolosi e alla sera soddisfatto dici “ooooh, ora stiamo più tranquilli”. Venti centesimi di secondo dopo senti: UAAAAAAAAAAAAH!! e la mamma che dice “ha battuto la testaaaaaa… ma perché qui non hai messo il paraspigoli???”. Credetemi, rinunciateci, è impossibile coprirli tutti e in ogni caso riuscirà comunque a trovarne uno (fate scorta di ghiaccio, molto ghiaccio). Oppure se trovate una casa COMPLETAMENTE di gomma…

33) Mi son sempre chiesto come mai facessero passeggini con sospensioni e finiture a livello di Ferrari, Mercedes e Bmw. I motivi sono essenzialmente due: primo è che alla fine li utilizzi come “TIR” per trasportare qualsiasi cosa, soprattutto la spesa e secondo perché solo spingendo un passeggino ti accorgi di quante “barriere” ci sono nella tua città. Non sarebbe male se il primo mese del mandato, un assessore del comune girasse la città spingendo un passeggino o viaggiando su una carrozzella… capirebbe al volo tutto e avrebbe una mappa precisa delle magagne della propria città (sarebbe uno stipendio super guadagnato e la gente sarebbe felice di vederlo in giro fuori ufficio).

34) Quando hai un figlio cambia tutto... La cena prima era tra le 19:30 e le 20:30 mentre ora è tra la mattina e la mattina dopo...

35) Giovedì. Telefonano degli amici (con figli anche loro di solito) e chiedono “sabato venite a cena da noi?”. Il primo pensiero va al fatto che ormai non si fa più nulla da mesi, mesi e mesi e allora contenti si risponde di si… Facile no? NO! Venerdì mattina. “Senti un po’, mi pare caldo, proviamogli la febbre”. Minimo ha 39, poi scatta il raffreddore e l’influenza è servita. Pensate finisca così? Si certo… magari! L’influenza poi la prende la mamma, il papà, il nonno, la nonna, lo zio e… mica tutti insieme eh, uno dopo l’altro… Dopo due mesi, di nuovo tutti sani, vedi di nuovo il numero di telefono degli amici apparire sul cellulare… e hai paura a rispondere…     

36) David Copperfield? Un dilettante in confronto a un bambino… Date la possibilità a vostro figlio di prendere “qualcosa”, dategli un paio di minuti di tempo (a esagerare) in cui non lo controllate e… quel “qualcosa” non lo troverete più. Riescono a trovare buchi, anfratti e nascondigli incredibili e che voi, certi di conoscere casa vostra palmo a palmo, scoprirete solo dopo mesi (quando ritroverete quel “qualcosa” che forse avrete già ricomprato o di cui non avrete più bisogno).

A parte gli scherzi (più o meno…), abbiamo una sola certezza… i genitori fanno del loro meglio e i figli sono il meglio che ci possa essere, i figli sono la base di una società sana, i figli vanno tutelati e curati, i figli DEVONO poter avere un futuro… un ottimo futuro. Uno Stato che non pensa a loro, uno Stato che non li protegge, uno Stato che pensa solo agli adulti (…e non tutti) è uno Stato fallito e fallimentare. PENSIAMO SEMPRE AL DOMANI… E IL DOMANI SONO I FIGLI DI TUTTI !

© Papà Enrico e Mamma Olga (registi, produttori) e Figlio Federico (attore principale)


Alcune situazioni (tra il serio e il faceto) da MAMMA e PAPÀ - Parte 3 (clicca la foto)



19) I nonni… che invenzione! Quando sono genitori ti stressano per qualsiasi cosa e non hanno mai tempo per nulla… poi da nonni lasciano passare tutto e ci sono sempre. Ben venga dite voi… vero… ma perché a me avete frantumato i cosiddetti e con vostro nipote no? Qual è la linea giusta? Non si saprà mai… e forse è meglio così ;) Ricordo lo sguardo dei miei genitori se rovesciavo un bicchiere d’acqua sul tavolo… Ora se mio figlio tira la pasta col sugo sul muro, i nonni dicono “wow, che lancio bellissimo, diventerà un atleta…” e se faccio notare lo sporco aggiungono “…che sarà mai, si pulisce!”.

20) “Dorme… facciamo l’amore?” “UEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEH”… mai dire questa frase ma anche “buonanotte” è rischiosa… Meglio in silenzio “procedere”… nessuno si lamenterà per questo.

21) Il pannolino: centinaia di comici ci hanno scherzato su e prima ridevo, poi al primo cambio devo ammettere che ero emozionato (ma molto preparato). Sorpresa! Cambiarlo è stato facile e la cacca odorava di latte! Mitico, mi offrivo sempre io, son diventato un fulmine… Ecco, i vari comici hanno dimenticato di dire una cosa, non è la cacca dei primi mesi il problema… è quella di quando inizia a mangiare pappette o peggio cosa mangiamo noi… è stato un trauma la prima “cacca post latte”, ormai il mio naso si era abituato. Aiutoooo!! A me due tappi da naso!!! Poi ti abitui anche a quella…

22) “Ha detto maaaaaaaaaaaaaaaa!!!”… ogni parola è un traguardo, ogni espressione ti riempie il cuore. La loro purezza, il loro candore, la loro semplicità è disarmante. Un giorno mi abbasso per mettergli il giubbottino e in quel momento lui mi guarda, mi abbraccia e dice "NOI". Non so dove abbia sentito quella parola, non so come possa conoscerne il significato e come sia stato in grado di associarla ad un abbraccio. Cosa so è che è stato emozionante e in un periodo come questo dove nulla ti sconvolge negativamente (perché hai già visto tutto... anzi troppo) e nulla ti sconvolge positivamente (perché c'è ben poco per cui gioire), sentire il cuore riscaldarsi per una parolina così semplice, è una bella cosa, una cosa che ti da un pochino di forza in più.

23) Vuoi coricarti sul divano… vuoi guardare il tuo programma preferito (scordatelo) …. ma basta una sola frase e tutto il mondo ti crolla addosso… “nostro figlio ha fatto la cacca, lo cambi tu?”.

24) Scopri che i tuoi riflessi sono totalmente zero quando sei sul balcone, tuo figlio esce con te, ha un giocattolo in mano, il suo braccio si muove in un modo strano, si avvicina alla ringhiera, tu stai per realizzare e… “nooooooooooooooo”. Ti passa davanti tutta la tua vita, chiedi perdono a tutti per cosa hai fatto e inizi a pensare a ciò che dovrai dire in tribunale, poi con un occhio chiuso e uno aperto guardi piano piano se di sotto vedi qualcuno stecchito con a fianco un giocattolo… Fiuuuu, c’è solo il giocattolo, è andata bene… Da quel giorno perquisirai tuo figlio e lo farai passare sotto il metal detector prima di lasciarlo uscire sul balcone…

25) In questa casa si guarda quello che dico io in tv! Solo capricci!!! E ti ritrovi a guardare Peppa Pig e a fare il verso del maiale… Le novità cinematografiche e le notizie dal mondo le saprai solo più casualmente da amici, parenti e conoscenti (se riesci ad incontrarli).

26) Chi non ha figli non sa, chi li ha grandi non ricorda e proprio come i non fumatori e gli ex fumatori… Tutti a rompere le scatole sottolineandoti che non ti fai più vivo… “uuuuuh, che asociale, dai vieni con noi a ballare fino alle 5 del mattino!!”… oppure distruggendo in un attimo quello che tu, con tanta pazienza, insegni e così incontri il “simpaticone di turno” che gli dice: “dai fai un urlo!” “dai fai le linguacce!”… Lui esegue, tutti ridono e poi mamma e papà devono ricominciare da capo…

27) Pensi di poter resistere a tutto fino a quando non senti l’urlo di tuo figlio… Vorrei provare a farlo misurare, credo che il muro del suono sia superato abbondantemente… Ho persino pensato ad una cosa: perché non mandiamo in piazza a manifestare qualche milione di bambini urlanti? Sono certo che otterrebbero tutto… e subito!!!


Alcune situazioni (tra il serio e il faceto) da MAMMA e PAPÀ - Parte 2 (clicca la foto)


10) Ho visto un giocattolino fantastico! Glielo prendiamo? Ci giocherà sicuramente! (Risultato? 20 minuti di gioco e poi la concentrazione si sposta sulla scatola, sull’imballaggio e sul fiocco... A volte ti chiedi: ma perché devo spendere 30 euro per un gioco quando mio figlio è più attratto da carta, cartone, etichette, vecchie ciabatte e scottex?)

11)  Tranquilla, va tutto bene dice l’uomo… (la donna di solito, nelle situazioni critiche,  è silenziosa ma dentro ha un numero di pensieri inverosimile che non esprime come vorrebbe mentre l’uomo spara una mitragliata di parole per far sentire che è lui il punto cardine della coppia, che sa tutto e cha la situazione in pugno. In realtà tutti e due non sono poi così forti e sicuri. Quando invece si è genitori la cosa cambia… più o meno. La mamma dice migliaia di cose, ha un numero di dubbi enorme, li esterna a raffica e starle dietro è dura… Il papà è silenzioso e fa finta di essere sicuro ma il numero di pensieri che ha è spaventoso… ma sa che deve essere quello deciso, quello che protegge e allora ostenta sicurezza… “tranquilla, va tutto bene”. Spesso le mamme vedono in queste in quelle poche parole dette dal padre, una sorta di “menefreghismo” ma più spesso queste poche parole bastano per tranquillizzarle. In definitiva cambiano i ruoli la realtà è che tutti e due sono deboli e insicuri. Con o senza figli, l’importante è essere VERAMENTE insieme, non è il singolo che può essere utile ad una coppia o a un figlio ma l’unione delle forze. Sbagliare è umano, avere dubbi e paure anche… se non c’è qualcuno accanto a noi è molto più dura)

12) Quando vedi un papà in giro col passeggino vuol dire che c’è una mamma a casa che si riposa… (si certo, ma quando mai… la mamma è a casa che in un paio d’ore - tanto è la resistenza massima del papà in giro - cerca di rassettare casa e se avanzano 5 minuti tinteggia pure le pareti… ). Il fatto è che dopo 2 ore, 3 minuti e 14 secondi il papà entra in casa stremato e dice “che stanchezza, non ce la facevo più a girare”… e lì la mamma vorrebbe dire cosa pensa ma non lo fa perché è ben educata o forse VERAMENTE troppo stanca per parlare…

13) Molti genitori sono preoccupati perché il proprio figlio non vuole togliere il ciuccio: “Oddio! Non lo toglierà mai!!!”. Ma voi avete mai visto ragazzi di 15-20 anni girare con il ciuccio e piangere se glielo tolgono? Io mai… Tempo al tempo e tutto va come deve andare…

14) Mia moglie ha letto 3.581 libri sui bimbi e sui genitori… ok, ci sta, era incinta e aveva un po’ più di tempo… peccato però che volesse anche riassumermi cosa aveva letto (mettiamoci anche i forum di neo mamme e quelli dei pediatri) e se prima pensavo di avere qualche dubbio, dopo i suoi riassunti la mia confusione è diventata totale. Dicono tutto e il contrario di tutto… l’unica è vivere la situazione giorno dopo giorno.

15) Il bimbo urla e piange per chiedere qualcosa e non capisci cosa vuole… punta il dito in una direzione e tutto quello che trovi in quel punto glielo dai ma niente, non smette… solo dopo capisci che non dovevi portare tutto da lui ma lui da tutto!!! I bambini vogliono toccare, vedere da vicino, capire e buttare a terra… ma meglio se lo hanno preso loro e non se glielo hai dato tu…

16) Notte d’inverno, una di quelle in cui ormai sei da almeno 2 ore un tutt’uno con le coperte… ed ecco quei lunghissimi 10 secondi, subito dopo che il pupo si è svegliato urlante… Chi è al tuo fianco non si muove “accidenti devo andare io”… poi un movimento quasi impercettibile e tu “e vai, forse non devo alzarmi”… allora ti muovi anche tu e scatta l’ipocrita gara del “vado io…” “no vado io…”, nel frattempo l’urlo è raddoppiato e uno dei due deve andare per forza… vince sempre il pupo in ogni caso…

17) “Caro, vorrei 4 figli!!” “Cara che dici? Solo 4? Almeno 6!!!” “Hai ragione, facciamo 8 amore mio!!!” “8??? La sorella di mia nonna ne ha avuti 10 quindi facciamo 12!!!”… Già, forse deriva da qui il famoso “dare i numeri”, perché appena ne hai uno il tuo pensiero principale è “oh cavolo, pensavo fosse più facile…”. Certamente se hai pochi soldi, poco tempo, molti problemi e lo stress a palla, la cosa diventa più difficile… solo l’amore nella coppia può aiutare… Dicono che il secondo sia più facile… vedremo.

18) “Allora, AI MIEI TEMPI i bambini facevano quello che dicevano i genitori, quindi poche balle, se fa capricci si attacca al tram e fa come diciamo noi!!!”. Bel discorso… molto da genitore severo, maturo, deciso… peccato che poi non sia così. Se su una bilancia mettiamo “il pianto di un bambino” e “la fermezza di un genitore”, sappiamo bene dove cade vero? Se deve mangiare deve mangiare… e allora ben venga il cartone animato che gli fa aprire la bocca. Per la carità, sarà sbagliato… ma quando vedi che la tua “fermezza e decisione” portano tuo figlio a non mangiare per il 5° pasto consecutivo mentre col cartone animato mangia… forse è il caso di cedere… Evidentemente la tensione che c’è in casa lo porta a non mangiare, mentre l’allegria e la spensieratezza di un cartone animato lo rilassa, lo distrae al punto da farlo mangiare e se mangia vuol dire che aveva fame (altrimenti anche coi cartoni non ne vuole sapere). Non si riesce ad avere serenità in casa? Appigliamoci ai cartoni e speriamo che la situazione migliori… quando non sai cosa fare fai di tutto.


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